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Ministri straordinari dell'Eucaristia

 

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Tutti i ministri straordinari della nostra parrocchia stretti intorno al Santissimo Sacramento.

 

I ministri straordinari dell’Eucaristia sono fedeli laici che in seguito alle disposizioni del Concilio Vaticano II, dopo aver frequentato il corso specifico presso il Seminario cittadino, sono state ritenute degne di portare Gesù ai fedeli e di distribuire la Santa Comunione durante le cerimonie eucaristiche.

Attualmente nel nostro paese sono attivi undici ministri straordinari. Si tratta di: Rosa Premoli, Rosa Molinari, Annamaria Finetti, Luciano Gavardi, Luciano Casolini, Livia Gallini, Paola Maestri, Fabio, Francesco Casali, Mario Roberto.

 

Quando le persone di fede, per motivi di salute, non sono più in grado di andare in chiesa ma desiderano ardentemente ricevere Gesù nel sacramento dell'Eucaristia, ecco che, avvisando in Segreteria, possono richiedere che gli venga portata a domicilio la Comunione. È un servizio di responsabilità, ma molto gratificante, spesso ricambiato dall’evidente gioia di chi riceve Gesù nell’ostia.

Il patrono dei ministri straordinari è San Tarcisio, un giovane cristiano vissuto nel II secolo, che fu martirizzato mentre stava esercitando il suo servizio di portare la Comunione ai fratelli in carcere. Per evitare che le Sacre Specie fossero profanate dai suoi aggressori le consumò tutte prima di morire.

Una bella testimonianza

Sono diversi anni ormai, che ho preso "il patentino" per diventare "Ministro straordinario dell'Eucarestia". Quando dal Parroco, a suo tempo, mi era stato proposto il corso per diventarlo, la cosa mi aveva un poco turbato: ero sì assidua nel ricevere l'Eucarestia, nella messa festiva, ma portarla a casa, alle persone malate, mi pareva una cosa - molto grande.

Mi sentivo indegna, non adeguata a un tale privilegio. Il mio Signore si sarebbe servito delle mie povere mani, per essere prelevato dal Tabernacolo e riposto, ben custodito, nella piccola teca; dei miei piedi, che avrebbero condotto, me e lui alle diverse case; della responsabilità personale e della coscienza che avrei reso un servizio impegnativo, ma utile, a chi era ormai impossibilitato a muoversi da casa. Mi pareva anche troppo! Le prime volte, era talmente forte l'emozione del celebrare il rito, insieme all'ammalato, da diventare commozione e ringraziamento. Era un po' lo stesso sentimento di quando ti nasce un figlio: senti un gran bisogno di piange e di ringraziare, tutti, chiunque.

Da quelle prime volte, di tempo ne è passato, e continuo con gioia grande il servizio, tocco quasi con mano, nei fratelli malati che ricevono Gesù, la loro fede, solida ed autentica, la loro devozione, la pace che Gesù lascia nei loro cuori.

La cosa più edificante e che mi tocca maggiormente è quando ti dicono: "Ti aspettavo. Desideravo proprio ricevere il Signore". Dio è in ognuno di noi, ma negli anziani, è trasparente. Essi sono, più dei giovani, più degli adulti, attenti e vigilanti, perché coscienti che il "grande incontro" col Dio, che hanno pregato e continuano ad invocare, non è molto lontano. Per questo li senti, più o meno, purificati nei gesti e nei sentimenti, e ti appaiono sapienti, alla maniera di Dio.

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