Quaresima 2022: Un cammino, un ascolto, un sogno

Quaresima 2022: Un cammino, un ascolto, un sogno

La Quaresima è un tempo straordinario, in cui ci viene data la meravigliosa possibilità di riscoprire l’essenziale. Di ritrovare il centro nella nostra vita personale e comunitaria. Di liberarci di quella “zavorra” che abbiamo accumulato dentro di noi e nella vita stessa delle nostre comunità, abbiamo la meravigliosa possibilità che quel macigno che ci pesa sul cuore venga rotolato via, non certo dalle nostre forze, inconsistenti, ma dalla grazia della Resurrezione.

La nostra fede si basa sull’ascolto. Sull’aver dato ascolto a quell’annuncio fondante e fondamentale: “È Risorto!”.

La nostra storia di credenti ha alla base questo verbo: ascoltare. Noi crediamo, perché abbiamo ascoltato una Parola diversa dalle altre. Una Parola che ha tanta forza in noi, da farci rialzare dopo ogni caduta; da rimetterci in cammino ogni volta che ci prende la tentazione di sederci ai bordi della strada; da rilanciare in avanti la nostra vita ogni volta che la crediamo finita. La nostra fede nasce dall’ascolto. Più radicalmente, possiamo dire che sono le parole che ascoltiamo a plasmarci, a lasciare il segno in noi.

In questa Quaresima 2022 il nostro ascolto dilata i suoi confini e vive l’esperienza del Cammino sinodale: è tempo di ascoltare ciò che lo Spirito dice attraverso la storia sacra di ciascuno e, riuniti in assemblea, ciò che suscita per la Comunità tutta. Siamo invitati a vivere un duplice ascolto: quello della Parola di Dio e quello dei fratelli e delle sorelle che con noi condividono il nostro tempo e la nostra terra.

È veramente tempo di recuperare questa nostra attitudine. Di recuperarla, per crescere nella misura della nostra umanità e nella capacità di tessere nuove relazioni. Occorre tornare ad essere ascoltatori attivi, persone che scelgono di ascoltare. L’invito dell’Inno di Quaresima ci dice qualcosa di più: è tempo di ascoltare la voce dello Spirito. C’è un nesso profondo tra la capacità di ascoltare gli altri, il mondo intorno a sé, e la capacità di ascoltare la voce di Dio.

Ascoltare la voce dello Spirito richiede di diventare fini, esperti dei dettagli, attenti anche alle piccole cose che accadono in una giornata; lo Spirito, così sottile, mobile, penetrante, parla attraverso un sorriso; una mano tesa; una parola buona; un invito che ti viene rivolto quando meno te lo aspetti; un gesto di gratuità. L’attivazione dei gruppi sinodali di ascolto è una occasione bellissima, preziosa per sperimentare tutto ciò, non possiamo e non dobbiamo lasciarla cadere. Siamo sicuri di ascoltare la voce dello Spirito quando la ascoltiamo insieme, come Chiesa riunita, in ascolto, desiderosa di essere nutrita dalla Parola di vita che esce dal cuore di Dio.

Nel Vangelo, Gesù ci ammonisce: «Fate attenzione a ciò che ascoltate!» (Mc 4,24): in questo momento, cosa stiamo ascoltando: le paure? I problemi? I risentimenti? Le chiacchiere? Il dolore del mondo? La fatica della Chiesa? I sogni che premono nel cuore? Le domande dei figli; la voce degli anziani? Il sogno missionario che il Signore ha per la sua comunità?

Ci sono parole che ci fanno ricurvi su noi stessi e ci inchiodano al nostro piccolo mondo; ci sono parole che ci svegliano dal torpore di noi stessi, ci fanno aprire gli occhi sul mondo che è ben più vasto del corto raggio dei pensieri autocentrati; parole che ci rendono estroversi. La Parola di Dio ha certamente questa forza, questa potenza carica di vita e di resurrezione. L’ascolto della storia sacra che ognuno di noi porta nel suo vissuto di uomo, di donna, di giovane, di anziano, di credente ci narra di questa potenza di vita e di resurrezione resa reale, tangibile, incontrabile per noi oggi. Ecco perché l’ascolto sinodale si mette alla scuola della Parola e dell’esperienza personale di ciascuno dove poter ritrovare, riscoprire tesori da non disperde. Vogliamo ascoltare con il cuore perché lì torniamo a gustare il sapore delle cose vere, autentiche, originali e quindi sempre nuove.

È attraverso l’ascolto che possiamo recuperare l’unità della nostra persona e l’unità della comunità stessa anche nella sua vicinanza al mondo, a questo nostro tempo. Siamo sballottati a destra e a sinistra, presi da mille cose, impegni, incombenze di vario tipo, e tutto questo ci rende persone frantumate, sparpagliate un po’ qua e un po’ là. Anche le nostre parrocchie in questo ci assomigliano vivendo spesso una lacerazione nei rapporti, un loro diradarsi da renderli quasi impercettibili.

L’ascolto cercato, voluto, scelto, compiuto con il cuore, pian piano ci restituisce alla nostra unità originaria. A patto che l’ascolto ci trovi attenti, presenti, intenti con tutta la nostra persona al momento presente e alla concreata situazione o persona che ho di fronte, realisti e capaci di futuro.

Nella prima lettura della terza domenica di Quaresima ci viene narrato l’episodio centrale della prima parte dell’Esodo: Mosè e il roveto ardente. Da questo brano attingiamo l’orizzonte del cammino di quest’anno che, come ben sapete, indica l’Esodo come esperienza ispiratrice: “La tenda del Cammino – dal lamento all’appello”.

* Il testo sopra riportato è tratto dal sussidio "Un cammino un ascolto un sogno per tutti, Cammino di Quaresima - Pasqua 2022 della Diocesi di Piacenza-Bobbio"

 

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