La nuova edizione del messale, che cosa è cambiato a messa

La nuova edizione del messale, che cosa è cambiato a messa

Come abbiamo potuto sperimentare nelle ultime celebrazioni eucaristiche, dalla prima domenica di avvento, lo scorso 29 novembre, è entrato in uso in tutte le chiese cattoliche di rito romano la nuova traduzione del messale romano. Il messale, lo ricordiamo, è il libro liturgico che contiene i varî formularî per la celebrazione della messa in tutto l’anno con le relative norme rituali (generalmente scritte in rosso, da cui il nome di rubriche), e che durante la messa è poggiato sull'altare su un di leggio, a sinistra del celebrante. È la terza edizione del messale dopo il Concilio Vaticano II, ed è stata aggiornata e rivista rispetto alle parti della messa, ai prefazi e alle preghiere eucaristiche.

Sebbene si radichi nella grande tradizione della chiesa, la liturgia è chiamata anche a parlare agli uomini delle nuove generazioni e quindi il linguaggio viene, di volta in volta, adeguato alla comprensione del mistero che celebriamo. Come per la Bibbia è necessario ogni tanto, alla luce della maggiore comprensione che gli studiosi hanno dei testi originali, fare una nuova traduzione che esprima meglio nella lingua corrente il significato autentico della Parola di Dio, così anche per i testi che usiamo nella liturgia della messa, alla luce della maggiore comprensione del mistero celebrato, è necessario adeguare il linguaggio, che così esprime meglio i contenuti della nostra preghiera e ci aiuta a vivere meglio il nostro cammino di fede come discepoli del Signore.

I Vescovi italiani, nel messaggio che accompagna la pubblicazione di questa nuova edizione del messale, si sono rivolti alle nostre comunità con questo invito: «riscopriamo insieme la bellezza e la forza del celebrare cristiano, impariamo il suo linguaggio – gesti e parole – senza appiattirlo importando con superficialità i linguaggi del mondo. Lasciamoci plasmare dai gesti e dai “santi segni” della celebrazione, nutriamoci con la lectio dei testi del Messale».

Per ora cambiano solo alcune formule della celebrazione della messa, alcune riguardano le preghiere e le parti proprie del celebrante, altre coinvolgono tutti i fedeli. Sono tre in particolare i cambiamenti più importanti cui tutti dovremo abituarci:

∗ nel Confesso, all’atto penitenziale, non diciamo più «Confesso a voi fratelli», bensì: «Confesso a voi fratelli e sorelle», concludendo poi così: «a voi fratelli e sorelle di pregare per me il Signore Dio nostro»;
∗ nel Gloria all’inizio non diciamo più: «agli uomini di buona volontà», ma piuttosto: «agli uomini amati dal Signore»;
∗ nel Padre nostro non diciamo più: «rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo», ma invece: «rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori», e non diremo più: «non indurci in tentazione», ma diremo: «non abbandonarci alla tentazione ma liberaci dal male».

Non mancano altri piccoli cambiamenti. Uno di essi riguarda l’atto penitenziale. Non è più previsto l’uso dell'italiano «Signore pietà» e «Cristo pietà» ma, anche per l’assemblea, le formule in lingua greca: «Kýrie, eleison» e «Christe, eleison». Anche l’invito del celebrante al momento della pace cambia leggermente. Non sentiremo più «Scambiatevi un segno di pace» ma «Scambiatevi la pace». L’epiclesi della Preghiera eucaristica II (la più utilizzata) cambia, con l’aggiunta della parola «rugiada». Il celebrante pertanto pronuncia dunque: «santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito». L’invito alla Comunione cambia l’ordine delle frasi: non più dunque «Beati gli invitati… Ecco l’Agnello di Dio…» ma «Ecco l’Agnello di Dio… Beati gli invitati…», per fedeltà al testo latino.

Ci vorrà un po’ di pazienza per uscire da abitudini consolidate nei decenni e imparare le nuove formule, ma questa è certamente un’occasione per pregare con maggiore attenzione e per comprendere meglio di prima la bellezza della preghiera cristiana. A questo link è possibile scaricare una piccola scheda per i fedeli con le variazioni nelle risposte e negli interventi dell’assemblea messa a disposizione dalla nostra Diocesi e che si può facilmente trovare anche nella nostra chiesa.

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