Martedì 8 Dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione

Martedì 8 Dicembre, solennità dell'Immacolata Concezione

Il tema dell’Immacolata è centrale per l’Avvento, il tempo liturgico che stiamo vivendo da due settimane, perché ci prepara a rivivere il «mistero della Redenzione» in avvenimenti dove la grazia fa irruzione in modo prorompente, sovrabbondante, superando le ristrettezze e l'incredulità degli uomini, trasformando per sempre la storia. L’incarnazione del Verbo, l’esultanza del Battista che ancora nel ventre materno riconosce il Messia, il gioioso canto lode del Magnificat, il «Gloria!» intonato dagli angeli, lo stupore e la gioia dei pastori, la stella che condusse seco a Betlemme i magi, la consolazione dei vegliardi Simeone e Anna, il battesimo al Giordano, eventi quasi tutti tramandatici dal vangelo di Luca, anticipano i segni dei tempi nuovi. La liturgia rende presente in questo giorno di festa la potenza che ha preservato la Vergine dal peccato: celebra infatti nell’Eucaristia lo stesso mistero della redenzione, di cui Maria per prima ha goduto i benefici e al quale noi partecipiamo, secondo la nostra debolezza e le nostre forze.

Dio ha voluto Maria per la salvezza dell’umanità, perché ha voluto che il Salvatore fosse «figlio dell’uomo», che assumesse la nostra stessa natura umana. Come ci ricorda in una sua lettera papa San Leone Magno, «noi non avremmo potuto vincere il peccato, né l'autore della morte, se Egli, che non poteva essere contaminato dal peccato, né tenuto prigioniero dalla morte, non avesse preso la nostra natura e non l'avesse fatta sua». Per questo viene applicata a Maria, riconosciuta nella prima lettura come la «nuova Eva, madre di tutti i viventi», la parola di Dio contro il tentatore, il «serpente antico» (Apocalisse 20,2): «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa» (Genesi 3,15). Così Maria appare accanto a Cristo, il nuovo Adamo, e perciò ci si presenta come colei che aiuta a riscoprire e a rispettare il posto della donna nella salvezza dell’umanità.

La scena dell’annuncio a Maria (che ci propone il Vangelo odierno) rappresenta come meglio non si potrebbe la cooperazione di Maria all’opera della salvezza: il suo «», offerto generosamente e liberamente, è stato mantenuto e accentuato in tutta la vita sino alla brulla collina del Calvario, dove offrì Cristo che a sua volta si offriva per la nostra salvezza. Maria ci insegna che per entrare nel mistero di Cristo è necessario mettersi a «servire» come «servi inutili». Scelta per madre del Salvatore del mondo, si dichiara «serva» affidando la sua esistenza al messo celeste, «Eccomi, sono la serva del Signore. Avvenga per me secondo la tua parola» (Luca 1, 38). E nella sua vita di ininterrotta apertura all’amore ha avanzato nel cammino della fede, della dedizione, dell’obbedienza, dell’amore, della speranza. Il mondo, scosso e travagliato, è stanco di parole, di gesti clamorosi, di chi si mette sempre al primo posto. Maria ci insegna che bisogna più fare che parlare, basta preferire ai vani sproloqui l’opera umile ma tenace e carica di amore, mettersi a servizio del prossimo nel silenzio e nella dedizione.

Di seguito qualche fotografia delle sante messe celebrate dal nostro parroco don Mauro Tramelli nella mattinata di ieri, martedì 8 dicembre, giorno in cui la Chiesa unendosi alla schiera degli angeli e al coro glorioso dei santi celebra la solennità della Tota pulcra.