Dossier Sacrestani, Documenti: compiti e doveri del perfetto sacrestano

Dossier Sacrestani, Documenti: compiti e doveri del perfetto sacrestano

È grazie al resoconto di una seduta della Congregazione del SS.mo Sacramento e Rosario della nostra chiesa parrocchiale se possiamo rintracciare le prime interessanti notizie sui sacrestani e campanari pontenuresi e sui compiti che dovevano svolgere. Grazie a questo verbale, datato 7 gennaio 1716, apprendiamo per esempio che al sacrestano era richiesto di preparare il «conveniente addobbo» della chiesa in occasione delle feste solenni, mentre il campanaro aveva l’obbligo di ripulire il volto e il soffitto della chiesa almeno quattro volte l’anno. In particolare, proprio al campanaro, che si occupava ovviamente anche di suonare le campane, spettava il compito di tenere pulita la piazza di fronte alla chiesa. La piazza, ci informa ancora il documento, doveva essere spazzata più volte ogni anno, e specialmente in occasione della prima domenica di sole e delle solennità della Pentecoste e di San Pietro Apostolo, patrono del paese.

In quegli anni, secondo quanto si può ricostruire grazie ad altri verbali della medesima Congregazione, la scelta del sacrista era affidata all’elezione, alla nomina diretta o addirittura all’estrazione a sorte tra i membri della Congregazione. Apprendiamo così che il sacrista in carica nell'anno 1712, certo Gabrielle Martelli, poteva contare su uno stipendio annuo pari a 28 lire del tempo. Non mancavano poi, a quanto pare, alcuni compensi straordinari assegnati al sacrestano in occasione di funzioni particolari o precessioni, come quella del Corpus Domini. Ad affiancare il titolare potevano essere designati fino a due sottosacristi, che aiutavano il sacrestano nello svolgimento delle sue funzioni e dei suoi compiti. Talvolta questo incarico poteva essere assegnato anche ad un sacerdote, come avvenne nel 1714: in quell'anno, durante la consueta riunione della Congregazione all'inizio del mese di gennaio, fu designato come sacrista lo stesso curato, don Andrea Rossi.

A distanza di oltre un secolo e mezzo, nella seconda metà dell’Ottocento, così si esprimeva a riguardo dei sacrestani l’allora arciprete don Gioacchino Cella, rispondendo con il consueto scrupolo ai quesiti preparatori posti in previsione di una visita pastorale di monsignor Scalabrini: «Vi sono due campanari che servono anche da sacristani, stipendiati magramente dalla Fabbrica e che si ingegnano questuando per la Parrocchia ove trarne da vivere; sono esatti nei loro doveri e rispettosi in Chiesa, per quanto lo siano d’ordinario i campanari». I sacrestani o campanari che dir si voglia, che a quanto pare erano in numero di due ancora agli inizi del Novecento, abitavano in una casa, nota per l'appunto "Casa del campanaro", che era attigua alla chiesa e all'antica sacrestia, e risaliva, secondo quanto lasciò scritto monsignor Cardinali, addirittura al lontano Medioevo. Quest'abitazione venne demolita insieme alla precedente sacrestia e ad altri fabbricati rustici definiti «in condizioni deplorevoli» all'inizio degli anni Trenta del secolo scorso, quando venne edificata l'attuale palazzina (1932-33). Ancora negli anni Sessanta del secolo scorso presso la palazzina di via Roma abitavano il campanaro e la sua famiglia.

La situazione lavorativa del sacrestano della nostra chiesa venne per così dire "regolarizzata" soltanto alla fine degli anni Venti del secolo scorso. Come riportato dal registro dei verbali del Consiglio dell'Opera parrocchiale, l'arciprete Giuseppe Cardinali e i consiglieri dell'Opera proposero infatti al campanaro di allora, il signor Ludovico Pagani, di sottoscrivere un apposito capitolato, che riproduciamo per esteso qui sotto, ritrovato in seguito ad alcune ricerche nel nostro Archivio parrocchiale. Il campanaro Pagani si dichiarava disposto ad accettare il capitolato offertogli, ma richiedeva al tempo stesso tutto il ricavato dell’affitto delle seggiole, che a quei tempi erano conservate presso la stanza a pianterreno della Torre campanaria per essere poi affittate ai fedeli che partecipavano alle varie funzioni. L’arciprete Cardinali e i consiglieri dell’Opera parrocchiale, dopo averne discusso nella seduta del 10 marzo 1929, deliberarono di assegnare al Pagani soltanto la metà del ricavato sull’affitto delle seggiole. Al campanaro venne tuttavia riconosciuto uno stipendio mensile fisso di 120 lire al mese, oltre a tutti gli incerti stabiliti dall’autorità ecclesiastica e dalla consuetudine, ovviamente previa accettazione del capitolato, nel quale erano messi per iscritto, nero su bianco, i compiti e i doveri del "perfetto" sacrestano.

Regolamento o capitolato per il campanaro della Chiesa plebana di Pontenure

Il campanaro è obbligato a far tutto ciò che gli sarà ordinato dal Parroco o da chi ne fa le veci, alla pulizia della chiesa, al suono delle campane, al decoro delle funzioni, alla conservazione degli oggetti d’appartenenza alla Chiesa, all’invito dei sacerdoti, alle questue, però perché i suoi doveri risultino più chiaramente, se ne chiarificano i principali come segue:

Suono delle campane. – Il Campanaro suonerà:

  • L’Ave Maria mattino, mezzodì e sera, darà i segnali delle messe e funzioni e d’ogni altra funzione in conformità agli ordini del Parroco, o di chi ne fa le veci;
  • Darà i segnali da morto e delle funzioni straordinarie tanto religiose che civili e avrà cura della Torre.

Funzioni. –  Il Campanaro:

  • Vestirà l’uniforme che il Consiglio dell’Opera parrocchiale prescriverà in qualunque funzione, anche se trattasi di una semplice benedizione col Santissimo Sacramento.
  • Assisterà a tutte le funzioni prestando il servizio che gli sarà ordinato, anche di servire la messa e preparando il fa bisogno (sic) per tutte le funzioni;
  • Accompagnerà il sacerdote in occasione della benedizione delle case;
  • Se richiesto, accompagnerà pure il sacerdote quando si reca dagli ammalti per somministrare loro i sacramenti;
  • Preparerà gli altari e la chiesa per le funzioni come gli sarà ordinato dal Parroco o da chi ne fa le veci;
  • Accenderà le candele e le torcie (sic) a tempo opportuno badando di non accenderle troppo presto per evitare inutile consumo di cera;
  • Preparerà per ogni funzione gli apparati sacri, finita la funzione li ripiegherà e li porrà negli armadi;
  • Presterà l’opera sua per preparare funzioni straordinarie;
  • Addobberà la chiesa quando gli sarà ordinato;
  • Preparerà prima del catechismo le panche necessarie per i fanciulli.

Offerte. – Il Campanaro (se altri non si presta):

  • Raccoglierà in Chiesa le offerte durante le messe festive, le prediche, le funzioni del pomeriggio;
  • Farà la questua solita a farsi fuori dalla Chiesa, sul ricavato della quale avrà il 18% come compenso;
  • Si presterà pure alle stesse condizioni per raccolte straordinarie.

Pulizia. – Il campanaro:

  • Scoperà la Chiesa ogni volta che sia sporca e non mai meno di due volte alla settimana rimuovendo le panche e badando che non si cumuli troppa polvere;
  • Pulirà i vetri e libererà le pareti dalla polvere e dalle ragnatele;
  • Spolvererà le banche (ossia le panche), le balaustrate, le porte lavandole, se del caso, e le finestre;
  • Terrà pulite e sgombre da neve le scale d’accesso alla Chies e al sagrato;
  • Porterà le spazzature nel luogo che gli sarà indicato;
  • Spolvererà ogni mese gli altari, i candelieri, i portapalme... e due volte all’anno farà la pulizia straordinaria della Chiesa, dei quadri, vetri, finestre, ancone;
  • Terrà pulito il piattello delle comunioni, i piattelli delle ampolle, degli Olii Sati e ogni settimana cambierà l’acqua del vasetto delle purificazioni e dalle pile dell’acqua santa;
  • Terrà pulita, accesa e rifornita d’olio la lampada del Santissimo Sacramento;
  • Luciderà i candelieri, il turibolo, i bossali quando gli sarà ordinato.

Rispetto alla Chiesa. – Il campanaro:

  • Quando viene in chiesa sarà completamente vestito;
  • Metterà alla porta le persone che vengono in chiesa vestite in modo sconveniente al luogo santo;
  • Abbia e faccia avere alla Chiesa il rispetto che si ha del Municipio;
  • Perciò caccerà dalla Chiesa e arresti le persone che disturbano le sacre funzioni;
  • Metterà alla porta le persone che tengano un contegno poco rispettoso del luogo santo.

Custodia e conservazione della Chiesa e dei suoi arredi. – Il campanaro:

  • Aprirà e chiuderà le porte della Chiesa nei tempi e nei modi convenuti, o come gli sarà ordinato dal Parroco o da chi ne fa le veci;
  • Aprirà le finestre della Chiesa per il ricambio dell’aria e le chiuderà, a tempo opportuno, specialmente quando vi è minaccia di temporale, vento impetuoso.
  • Terrà ben custoditi nei luoghi a ciò destinati tutti gli oggetti della Chiesa e riporrà al loro posto quelli che ne sono fuori anche per colpa o opera degli altri;
  • Riporterà dal cimitero gli oggetti che servono per gli associamenti e porterà alla stazione e spedirà quelli che devono partire, ritirerà e porterà alla chiesa quelli che arrivano;
  • Eseguirà i cambiamenti ordinati dal Parroco o di chi ne fa le veci, non dimenticandosi di spolverare gli oggetti prima o dopo l’uso.

Letto il presente verbale venne firmato dai membri del Consiglio come segue, cui fanno seguito le firme dell’Arciprete Cardinali e dei Signori Consiglieri ([illeggibile] Corbellini, Giovanni Camoni, Severino Dodi, Cesare Zanardelli, Alberto Sichel).

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