Mercoledì 3 Febbraio, memoria di San Biagio… (anche se con un rituale diverso)

Mercoledì 3 Febbraio, memoria di San Biagio... (anche se con un rituale diverso)

Nella giornata di ieri, mercoledì 3 febbraio, la nostra Parrocchia ha festeggiato come ogni anno la ricorrenza liturgica di San Biagio, un santo assai venerato nel nostro paese, come dimostrano le tante persone che, nonostante la difficile situazione sanitaria del tempo presente, hanno affollato la nostra chiesa per partecipare alle sante messe celebrate in memoria di questo sempre popolarissimo martire armeno. Vescovo di Sebaste, nell'odierna Turchia, Biagio fu infatti uno degli ultimi martiri paleocristiani, poiché secondo la tradizione fu suppliziato tre anni dopo l'Editto di Milano, il famoso editto di tolleranza emanato dall'imperatore Costantino, che aveva garantito libertà al culto anche ai cristiani dell'Impero. Straziato coi pettini per cardare la lana, fu poi decapitato, imitando così l'esempio di Gesù stesso, modello perfetto di ogni martirio. Per quest'ultima circostanza, e specie perché era di professione medico, viene considerato protettore dei mali di gola.
 
La situazione sanitaria che stiamo attraversando in questi mesi e la prioritaria necessità di evitare la diffusione del contagio non hanno purtroppo consentito di poter svolgere il rito della benedizione della gola secondo la forma tradizionale, ossia con le due candele benedette, tanto cara alla devozione del nostro popolo. Al termine delle sante messe i celebranti non hanno mancato di recarsi davanti alla statua del martire esposta nella nostra chiesa per pronunciare una breve orazione, chiedendo al Signore misericordioso, per intercessione di San Biagio, di concedere la salute del corpo e la consolazione dello spirito. Attraverso l'aspersione dei fedeli con l'acqua benedetta, è stata così comunque rispettata, anche se con una forma innovativa, l'antica tradizione di invocare l’intercessione di San Biagio sui mali della gola.
 
Le medesime ragioni di prudenza, ha sostenuto il nostro parroco don Mauro Tramelli, hanno impedito quest'anno la preparazione dei tradizionali biscotti, che da molti decenni caratterizzano in modo tutto particolare questa ricorrenza di inizio febbraio. Tuttavia alcune brave massaie non hanno mancato di portare con loro sacchetti con qualche biscotto preparato nelle loro cucine o acquistato  per l'occasione. Anche se per alcuni queste usanze possono magari sembrare residui passati di antiche superstizioni, noi crediamo invece siano segni autentici di sincera devozione per esprimere fattivamente la fede in Dio onnipotente e mettersi nelle sue mani amorevoli e misericordiose, a vantaggio della salute del corpo ma soprattutto dell'anima.

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