Domenica 6 Giugno, solennità del Corpus Domini, il vero pane del Cielo

Domenica 6 Giugno, solennità del Corpus Domini, il vero pane del Cielo

Dice il Signore:
«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, 
rimane in me ed io in lui». Alleluia.

La solennità del Corpus Domini, cioè del Santissimo Corpo e Sangue di nostro Signore Gesù, fu istituita l'11 agosto 1264 con una bolla pontificia da papa Urbano IV, per la celebrazione del sacramento eucaristico: con questo documento il pontefice proclama che il giovedì successivo all'ottava di Pentecoste, la Chiesa celebrerà solennemente la festa del Corpo di Cristo. Cade di giovedì per riprendere il Giovedì Santo, in cui Gesù consegna il proprio Corpo e il proprio Sangue con l'istituzione dell'Eucarestia.

Proprio nel 1263 un sacerdote boemo, in pellegrinaggio verso Roma, celebrò la messa a Bolsena. Dubitava che l'ostia contenesse davvero il corpo di Cristo e, durante la consacrazione dall'Ostia fuoriuscirono alcune gocce di sangue che gli macchiarono il corporale. Nel Duomo di Orvieto c'è la teca che custodisce il corporale di lino bianco macchiato dal sangue di Cristo. In questa solennità si faceva la processione durante la quale il sacerdote procedeva portando in alto un grande Ostensorio con l'Ostia consacrata, ben visibile ai fedeli; questo a significare che Gesù cammina ancora in mezzo a noi e ci guida verso il Regno dei Cieli.

"Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno... E Io lo resusciterò nell'ultimo giorno..." (Gv 6, 51-58). Questa è la strada del cristiano, ricevere l'Eucarestia per avere la vita vera, la pace, il distacco dal mondo. È un miracolo che si ripete ogni volta ci comunichiamo se crediamo che il Corpo di Cristo è presente nell'Ostia che prendiamo, possiamo parlare con Gesù, aprire il cuore a Lui senza essere giudicati.

"Poiché  vi è un solo Pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo; tutti infatti partecipiamo dell'unico Pane" (1 Cor 10, 16-17). In questo modo l'Eucarestia, mentre ci unisce a Cristo, ci apre ai fratelli, non siamo divisi, ma una sola cosa con Lui.  Se riconosciamo Gesù nell'Ostia consacrata, lo riconosciamo nel fratello che soffre, siamo attenti alle persone che ci circondano e lontane e abbiamo nei loro confronti uno sguardo di amore di condivisione e di aiuto.

Nella carità ci trasformiamo in una sola cosa con Cristo, con l'Eucarestia ci alimentiamo di questo amore. Credere a questo grande mistero è difficile oggi perché siamo intrisi di egoismo e tutto intorno è contestazione e negazione, ma se apriamo il cuore a Gesù eucaristico diventiamo anche noi amore e carità; è una sfida che si raggiunge solo con la fede è che ci auguriamo di raggiungere con l'aiuto della preghiera.

Durante le sante messe celebrate nella giornata di oggi, domenica 6 giugno, anche la nostra comunità parrocchiale è stata invitata a riunirsi come ogni domenica per spezzare il pane e meditare in particolare su questo grande e mirabile Sacramento, fonte inesauribile di grazia e salvezza. Al termine di tutte le celebrazioni eucaristiche, in mancanza della tradizionale processione, che neanche quest'anno si è potuta svolgere, non è però mancata la benedizione eucaristica impartita dal celebrante a tutti i fedeli presenti in chiesa e a favore di coloro che erano collegati spiritualmente in preghiera attraverso la diretta streaming.

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