I fiori della nostra chiesa… e chi con amore se ne prende cura!

I fiori della nostra chiesa... e chi con amore se ne prende cura!

Secca l'erba, appassisce il fiore,
ma la parola del nostro Dio dura sempre. (Isaia 40,8)

Il Signore è l’artefice assoluto di tutto quanto di più bello possiamo immaginare. La bellezza e le meraviglie di cui Egli è capace traspaiono in tutta la sua splendida opera creatrice, dai panorami ai tramonti, dal sole alle profondità degli abissi, dal mare alle stelle, dagli animali agli alberi, fino all’uomo, da Lui creato a sua immagine. Di questa bellezza incommensurabile presente nella natura e nel creato il Creatore ce ne fa dono ogni giorno, anche attraverso i fiori.

Già l’Antico Testamento intravede nel linguaggio dei fiori un’espressione di quel rapporto dell’uomo con l’Altissimo che soltanto il fiore, realtà dotata di bellezza ma anche di effimero, sa trasmettere. Il fiore, secondo la Bibbia, è infatti simbolo della bellezza e della grazia terrena, ma ricorda anche il paradiso e la grazia celeste. Non sorprende dunque che i fiori siano entrati anche nelle nostre chiese fin dai primordi del Cristianesimo e accompagnino la liturgia lungo i vari tempi e solennità dell’anno liturgico. Proprio come la musica, i canti, la luce, le parole, i gesti del sacerdote, le pitture e i quadri, anche i fiori sono infatti un linguaggio capace di introdurre all'esperienza di Dio. I fiori a servizio della liturgia contribuiscono alla bellezza e al decoro delle celebrazioni e ci trascinano nella comunione con il Dio d'amore che è "la bellezza di ogni bellezza", per usare le parole di Sant'Agostino. Essi abbelliscono e ornano "il luogo" dove Dio incontra il Suo popolo, dove si rinnova l'Alleanza nuziale tra Cristo e la Sua Chiesa, manifestando l'attualizzarsi del mistero della salvezza.

A Pontenure la cura dei fiori e l’addobbo floreale della nostra chiesa è affidato da alcuni anni alle abili e sapienti mani di due signore, Annamaria e Rina, che ogni settimana realizzano con cura e passione sempre nuove e splendide composizioni floreali, riuscendo nel non certo semplice compito di non sprecare mai nulla di quanto viene portato in chiesa da persone devote o donato dopo la celebrazione di battesimi, funerali e matrimoni. Svolgono questo loro importante servizio con quella passione e quella discrezione che è loro propria, ma chi dovesse capitare in chiesa di prima mattina, in un qualsiasi giorno feriale, potrà certamente notare qualche segno discreto del loro provvido intervento, per togliere qualche fiore ormai appassito, levare qualche foglia giallastra o anche solo dare un goccio d'acqua.

Con la loro abilità e la loro fantasia creativa, queste due signore riescono ad esprimere, come meglio non si potrebbe, la bellezza, la gioia, il rendimento di grazie che ci fanno sentire un unico corpo, stretto intorno all'altare dove viene offerto il Sacrificio per eccellenza, memoriale vivente del sacrificio di Cristo Signore. Un sentito grazie, dunque, a queste due signore per il prezioso servizio che svolgono con amore e dedizione, senza dimenticare ovviamente anche Rosa e Ida, che per molti anni si sono occupate con altrettanta passione dei fiori della nostra chiesa, e di tutte le persone che le hanno precedute. Auguriamo loro di non stancarsi mai… di rendere sempre bella e accogliente la nostra chiesa, la casa di Dio, che poi è anche la casa di tutti noi! Il Signore, ci piace pensare, saprà ricompensarle degnamente nel Giardino di tutti i giardini!

Un legame antico, dicevamo poc'anzi, quello dei fiori con la liturgia, e forse più profondo di quanto comunemente si immagini. Già la prassi liturgica della Chiesa antica testimonia infatti un uso costante e discreto al contempo dei fiori nei luoghi del raduno liturgico. Nei primi secoli della Chiesa i cristiani si riunivano nella domus ecclesiae e se il locale era di un patrizio, i fiori erano dipinti a fresco sui muri. Nelle catacombe, le tombe dei martiri, non ci si accontentava di portare bracciate di fiori, rose e gigli in particolare, ma li si raffigurava dappertutto, li si spargeva in ghirlande, in corone, nei cesti e nelle anfore, e poiché chiese e altari erano strettamente collegati alle tombe dei martiri, ne assunsero presto l'ornamento floreale: le mense degli altari erano ornate con rami frondosi, pampini di vite, fiori, corone e festoni floreali. Lungo tutti i secoli, nelle chiese più solenni e nelle cappelle più umili, gli elementi vegetali, che richiamano l’idea del giardino, sono sempre stati presenti nell’atrio, nei capitelli, lungo le pareti delle navate e perfino nei pavimenti.

La pratica liturgica conosce comunque un concorso della natura alla lode divina quando nella domenica di Passione, nella memoria dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme, i fedeli danno lode al Figlio di David sventolando rami di palma, ma anche di olivo, di altri alberi o anche fiori secondo un costume nordeuropeo. Non va trascurato l’uso di alcune chiese di far piovere dall’alto, nel giorno di Pentecoste, una cascata di petali di rosa in memoria della discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli riuniti nel Cenacolo, oppure di realizzare le splendide infiorate nel giorno del Corpus Domini, una tradizione capace di trasformare le navate delle chiese o intere vie cittadine in un trionfo di colori e sincera devozione. Non si può nemmeno dimenticare l’antica consuetudine di portare in chiesa i fiori o le erbe per la benedizione, come accade ancora oggi nel giorno di Santa Rita da Cascia, in cui si benedicono le rose.

È perciò giusto che anche la chiesa sia segnata da una bellezza sobria ed elegante, caratterizzata da un tono festoso e nobilitata da un tocco di gratuità. I fiori recisi, le composizioni e le piante devono essere collocati in modo sapiente, in maniera da valorizzare e dare significato ai luoghi della celebrazione, evitando di nasconderli agli occhi dei fedeli. Essi sono senza dubbio l’altare, che richiama la mensa nel Cenacolo o la tavola nella casa di Emmaus, dove i discepoli riconobbero il Signore nello spezzare il pane. Ma l’altare è punto di unità e fonte di grazia, perché l’altare è Cristo, così come affermano i Padri della Chiesa: anche se può essere ornato con i fiori, ma devono essere recisi, dunque sacrificati, poiché sull’altare va posto solo ciò che si consuma, come le candele che bruciano. Per quanto riguarda l’ambone, esso viene teologicamente definito dai Padri della Chiesa, come "icona della resurrezione", cioè come immagine visibile di Cristo risorto che emerge dal sepolcro. Anche il battistero, il luogo dove si chiede si essere accolti in seno alla Chiesa, deve essere un luogo vivo, gioioso, perché è la casa del Padre, tutta addobbata e vestita a festa per accogliere il battezzando, poiché come ricorda Tertulliano i cristiani sono Christi florentes, fioritura di Cristo.

Oltre ai luoghi in cui collocare l'addobbo floreale, occorre rispettare con scrupolo e attenzione anche i tempi liturgici. ln Avvento è consentito ornare di fiori la chiesa in modo sobrio, per non «anticipare la gioia piena della Natività del Signore», mentre in Quaresima è assolutamente proibito l'uso dei fiori, fatta eccezione per le solennità e le feste e per la quarta domenica di Quaresima, detta anche Laetare, in cui si smorza il rigore della penitenza quaresimale. In Quaresima e in Avvento, i cosiddetti «tempi forti» dell'anno liturgico, però si può addobbare il presbiterio con foglie, rami o bacche, di cui la natura è molto generosa, accompagnando così il riposo autunnale e invernale del creato. Una particolare ricchezza dell’addobbo floreale deve essere osservata in particolare a Pasqua, Natale, e in altre importanti solennità, come la Pentecoste, il Corpus Domini e la festa di Tutti i Santi.

Di seguito una bella galleria con Annamaria e Rina al lavoro e alcune delle splendide composizioni di fiori e piante che ogni settimana rendono più bella e accogliente la nostra chiesa.

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