Sulle orme di San Pietro – La sequela nel numero dei Dodici

Sulle orme di San Pietro - La sequela nel numero dei Dodici

Continua in questo secondo episodio il nostro viaggio alla scoperta di San Pietro, il patrono della nostra Parrocchia, ripercorrendo brevemente le tappe del suo itinerario biografico così come emerge da uno sguardo sintetico dei documenti a nostra disposizione. Seguiremo in questo nostro viaggio soprattutto il Vangelo di Marco, che secondo la tradizione è stato discepolo e testimone diretto della predicazione di Pietro.

E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo. (Matteo 16, 18-20)

Fin dagli inizi Simone di Giovanni, soprannominato Pietro, occupa la posizione preminente nella comunità dei discepoli: il suo nome figura sempre al primo posto nella lista dei Dodici apostoli. Fa parte del gruppo ristretto che partecipa più da vicino ad alcuni episodi della missione di Gesù: insieme a Giacomo e Giovanni assiste alla risurrezione della figlia di Giairo, è testimone straordinario della trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor e lo segue nel dramma della preghiera nel giardino del Getsemani.

Più volte Pietro si fa rappresentante e portavoce dei Dodici, come nel momento delicato della crisi successiva al discorso di Cafarnao tenuto da Gesù sul pane di vita: «Rispose Simon Pietro: "Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio"», e in modo particolare nell’episodio noto come la «confessione di Cesarea di Filippo». Si tratta di un momento centrale della vita di Gesù e della comunità apostolica. Alla netta domanda di Gesù circa i pareri della gente nei suoi riguardi, «Ma voi chi dite che io sia?», Pietro dichiara solennemente la sua identità messianica: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Da quel momento ha inizio una fase nuova: Gesù comincia a rivelare ai discepoli il suo destino: il Figlio dell'uomo, umiliato e sofferente, sarà condannato a morte, ma risusciterà dopo tre giorni.

Pietro, di fronte a questo annuncio fallimentare, reagisce fortemente, perché lo ritiene incompatibile con le proprie attese e contrario all'immagine gloriosa e potente del Messia diffusa nel suo ambiente. Altrettanto dura è la reazione di Gesù che apostrofa Pietro come «satana», avversario, in quanto nutre progetti e concezioni che contraddicono la «logica» di Dio. Il Vangelo di Matteo narra l'episodio nel quale Pietro chiede a Gesù di poter camminare sulle acque, dopo che si è scatenata la tempesta sul lago; però, preso dalla paura, rischia di affondare e viene afferrato da Gesù che lo salva.

U. Giunti, La consegna delle chiavi, XX secolo, tempera, presbiterio della chiesa di Pontenure.

Condividi sui tuoi social

Redazione Sito

L'account di gestione ufficiale della Redazione del nostro Sito parrocchiale, responsabile della gestione del sito web e dei canali social.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.