La santità, una vocazione alla portata di tutti

La santità, una vocazione alla portata di tutti

Per riflettere e meditare, alla vigilia della festa di Tutti i Santi

"Tutti siamo chiamati a diventare Santi!". Ogni anno lo sentiamo ripetere all'omelia di questa festività, che ricorre il primo giorno del mese novembre. È quella dei Santi un'unica giornata di giubilo, in cui la Chiesa ancora pellegrina sulla terra venera la memoria di coloro della cui compagnia esulta il cielo, per essere incitata dal loro esempio, allietata dalla loro protezione e coronata dalla loro vittoria nei secoli eterni. Diventare santi... bella impresa!!

Di solito guardiamo ai Santi quasi come se fossero dei personaggi surreali, inimitabili, così lontani dal vivere e dal sentire comune, nati coll'aureola sulla testa, improponibili persino come esempi, perché troppo perfetti, troppo perfetti. Pare, a ben guardare, che non sia proprio così, ce lo dimostrano alcuni beati recentemente elevati agli onori degli altari, come il quindicenne Carlo Acutis, la giovane Sandra Sabattini, la suora Maria Laura Mainetti. Se solo abbiamo la curiosità e la voglia di conoscerli meglio da vicino, presto ci accorgiamo che, proprio come tutti noi, i Santi, anche i più grandi, sono stati dei tribolati, a volte persino dei peccatori (in fondo, nel Vangelo, il primo Santo che incontriamo è Dismas, il buon ladrone!), hanno affrontato in prima persona dubbi, traversie, sofferenze, hanno gioito e patito come ogni persona...

Ma alla fine, dopo l'incontro col Signore che salva, si sono convertiti, come Maria hanno risposto "Eccomi", e hanno scoperto quella fede che hanno poi annunciato ad ogni creatura e praticato ad ogni costo, a volte rimettendoci persino la vita. Ancora oggi, nel silenzio spesso complice o peggio indifferente dei notiziari e dei giornali, continua a scorrere in troppe zone del mondo il sangue innocente dei nuovi martiri, che col loro sacrificio ci riportano ai primordi dell'era cristiana. La loro muta preghiera è la stessa del diacono Stefano, il primo della lunga schiera dei martiri, ossia dei testimoni: «Signore, non imputar loro questo peccato» (Atti 7,60).

Ma la santità non è soltanto testimonianza eroica. Proprio la celebrazione odierna ci aiuta a ricordare che la vocazione alla santità appartiene ad ogni cristiano, perché essa non è alto che seguire la via della perfezione evangelica attraverso la carità. In quanto battezzati tutti noi siamo già costituiti per grazia “santi”, ma questo dono assolutamente gratuito di Dio dobbiamo custodirlo e accrescerlo ogni giorno attraverso l'esercizio quotidiano e paziente delle virtù, la fedeltà al Vangelo, l'amore inesausto nei confronti di Dio e del prossimo. In questo senso tutta la vita cristiana diviene così un'autentica “risposta” ad una chiamata e ad un dono.

La Chiesa, nostra madre e maestra, ci sollecita oggi a considerare e a ritenere Santi anche tutti coloro che nel tempo loro concesso dalla Provvidenza divina hanno ascoltato la parola del Signore, l'hanno praticata nella vita di ogni giorno e l'hanno annunziata ai fratelli, divenendo così capaci di sopportare grazie alla fede fatiche, sacrifici e privazioni. Fra questi vogliamo pensare ci siano anche tutti i nostri cari defunti, anche quelli che magari si stanno purificando in Purgatorio, perché come i Santi canonici non sono vissuti da stolti, ma la loro vita è stata ben spesa nell'amore provvido e silenzioso della quotidianità, all'insegna della dedizione agli altri e della giustizia.

Anche per noi, dunque, la santità è tutt'altro che impossibile, non è necessario fare miracoli né cose strabilianti, è sufficiente vivere facendo bene il proprio, con fede e rettitudine, seguendo le orme che Qualcuno ha tracciato per noi, nell'attesa di essere ricongiunti tutti assieme al Signore e ai Santi, agli Angeli e al povero Lazzaro, nella Gerusalemme del Cielo, nella speranza di godere infine dei «nuovi cieli» e della «nuova terra» (2 Pietro 3,13), quando Dio sarà allora «tutto in tutti» (1 Corinzi 15,28).

Livia

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