L’Angelo custode, un protettore provvido e un amico fedele

L'Angelo custode, un protettore provvido e un amico fedele

Egli darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutti i tuoi passi.
(Salmo 90,11)

Subito dopo il Signore e Maria Santissima, non vi è nessuno, né in cielo, né in terra, che s’interessi alla nostra salvezza come il nostro Angelo custode. Anche se spesso, presi dagli affanni e dalla frenesia della vita di ogni giorno, ci scordiamo della Sua presenza, il Signore nella sua tenerezza si è degnato di farci dono di un Angelo, invisibile ma sempre presente, perché noi lo ascoltiamo come un maestro, lo amiamo come un amico, lo ringraziamo come un benefattore.

Messo accanto a noi come nostra guida, come nostro compagno, come nostra difesa, fin dal principio della nostra esistenza, Egli non ci abbandonerà mai per tutto il corso della nostra vita, finché la nostra anima non sarà tornata nelle mani del Creatore che ci plasmò dalla polvere. Dappertutto e in ogni situazione l’Angelo custode è al nostro fianco, sempre pronto a guidarci, proteggerci e risollevarci dalle cadute, ad assisterci di giorno e di notte,  nella quiete del silenzio e nei tumulti della vita di ogni giorno, nelle occupazioni e nel riposo. Egli ci consola nelle afflizioni, ci difende nei pericoli, ci illumina nei dubbi, ci soccorre provvido in tutti i nostri bisogni e le nostre necessità quotidiane.

Molti grandi scrittori e santi della Chiesa, come Agostino, Tertulliano, Ambrogio, Giovanni Crisostomo e Girolamo hanno affermato che ciascun essere umano è dotato di un proprio  angelo. Questa affermazione fonda sulla Bibbia, dove questo rifermento è esplicito. Dio, nell’Esodo (23, 20)  dice: «Ecco, io mando un Angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato», parole ripetute nel Salmo (91, 11): «Egli per te darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie». In Matteo (18,10), è Gesù stesso a parlare degli angeli custodi: «Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

Ritornando all'Antico Testamento, viene subito naturale a pensare a quanto fece per il giovane Tobia l’Arcangelo Raffaele, come narrato per l'appunto nel Libro di Tobia. L'Arcangelo si presentò a Tobia come compagno nel viaggio che egli doveva fare verso la capitale della Media, lo liberò dalla morte quando sulla sponda del Tigri venne minacciato da un mostro, andò egli stesso da Gabael per riscuoterne il credito, gli procurò una sposa che fece la sua felicità, lo riconsegnò sano e salvo alla casa paterna, restituì al vecchio suo padre la vista da tanti anni perduta, e soprattutto gli rivelò tutti i disegni di misericordia eseguiti dall’Altissimo a favore della sua famiglia.

Ora tutto questo non è che un piccolo saggio di ciò che per ciascuno di noi fa l’Angelo custode tutti i giorni della nostra di vita. Egli ci precede, ricorda la Scrittura, in tutte le nostre strade e allontana dai nostri passi tutto ciò che potrebbe essere motivo di inciampo. Come un vero amico, il nostro Angelo non ci abbandona mai, anche quando noi ignoriamo i suoi consigli, commettendo qualche peccato. Anzi, è allora che leva più forte la sua voce per stimolarci al pentimento e richiamarci alla conversione del cuore, senza mai stancarsi. Basta che noi lo preghiamo chiedendo qualcosa perché Egli all’istante ci esaudisca. Anzi, basta professargli devozione sincera per essere da lui aiutati e soccorsi, non solamente secondo le nostre speranze umane, ma anche al di là di tutti i nostri desideri.

Proprio grazie all’Angelo Custode, l’apostolo Pietro si vide rotte le catene, spalancate le porte e condotto con mano sicura al di fuori della prigione di Erode. Ancora, fu l’Angelo custode ad accompagnare Sant’Onofrio nella grotta che per 60 anni il Signore gli avrebbe destinata come domicilio, ed era ancora l’Angelo custode a lavorare i campi mentre Sant’Isidoro si attardava ad ascoltare la messa, affinché i suoi padroni poco devoti non avessero ad imputargli nulla. San Raimondo di Penafort era svegliato dall’Angelo custode al primo segno del mattutino, mentre Santa Francesca Romana godeva ogni giorno della sua compagnia e conversazione. I Santi Fermo e Rustico erano invece sfamati dagli Angeli nelle prigioni in cui erano reclusi, condannati per la loro fede nel Cristo crocifisso e risorto a morire di fame e di sete.

Rivolgiamoci perciò sempre con fiducia al nostro Angelo, senza mai dimenticarcene, specialmente alla mattina, perché ci assista per tutto il corso della giornata, e alla sera, perché ci difenda e protegga nel riposo delle membra; al principio di ogni nostra azione, perché non riescano soltanto ben riuscite ma anche meritorie agli occhi di Dio e del prossimo, e nelle nostre preghiere, perché la nostra lode possa salire, come il profumo soave dell’incenso, fino al cospetto dell’Altissimo. Non dimentichiamo perciò mai di salutare questo nostro così speciale Custode con le parole di quella breve preghiera imparata fin dalla più tenera fanciullezza sulle ginocchia della nonna o della mamma: Angelo di Dio, che sei il mio custode illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.

Luca T.

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