Giornata della Memoria, gli alunni “Kwiaty Polskie” alla scoperta del capitano Witold Pilecki, il Volontario di Auschwitz

Giornata della Memoria, gli alunni "Kwiaty Polskie" alla scoperta del capitano Witold Pilecki, il Volontario di Auschwitz

Nel corso del loro ultimo incontro, svoltosi in modalità online nella mattinata di sabato 29 gennaio, gli alunni e le insegnanti della Ludoteca Scuola "Kwiaty Polskie" hanno voluto commemorare le vittime dell’Olocausto approfondendo la vicenda e la figura del capitano polacco Witold Pilecki (1901-1948), meglio noto come il Volontario di Auschwitz, un modo semplice ma concreto per conoscere meglio quel periodo storico e contribuire a tenere viva la memoria di quegli eventi terribili, obbiettivo principale delle celebrazioni organizzate come ogni anno in occasione della Giornata della Memoria (27 gennaio), giorno in cui nel 1945 venne liberato dalle truppe sovietiche il campo di sterminio di Auschwitz, 

Valente militare, cattolico fervente, aveva scelto come motto personale Bóg, Honor, Ojczyzna: Dio, onore e patria. È davvero una figura straordinaria quanto poco nota quella di Pilecki, senza dubbio uno dei più grandi eroi del movimento di resistenza attivo durante la Seconda guerra mondiale, tenace oppositore di due diversi totalitarismi (quello nazista e quello sovietico), entrambi negatori dei più basilari diritti dell’uomo. Nato nel 1901 a Oloniec, nella Carelia finlandese, da una nobile famiglia polacca esiliata in Russia, nel 1918 Pilecki prese parte alla difesa della capitale lituana, Vilnius, assediata dalle truppe sovietiche. Nel 1919 entrò a far parte del neonato esercito regolare polacco, partecipando alla battaglia di Varsavia che segnò la vittoriosa fine della guerra polacca-sovietica. Raggiunto il grado di capitano di cavalleria, nel settembre 1939 si batté coraggiosamente contro gli invasori tedeschi. Dopo la capitolazione di Varsavia, divenne membro attivo della resistenza polacca, prendendo parte alle operazioni di una formazione militare segreta e patriottica. Nel 1940 si fece volontariamente arrestare dalla Getaspo e con il falso nome di Tomasz Serafiński fu internato nel campo di sterminio di Auschwitz, dove riuscì a organizzare una rete di resistenza clandestina fra i prigionieri e a raccogliere preziose informazioni poi trasmesse agli Alleati. Rimasto ad Auschwitz per quasi mille giorni, riuscì infine ad evadere con una fuga rocambolesca verso la fine dell’aprile 1943. Grazie al suo racconto, redatto a Roma su disposizione del generale Władysław Anders, comandante del II Corpo polacco, il mondo intero venne a sapere dell’orrore vissuto del campo. Tornato in Polonia per promuovere la resistenza contro il governo imposto dall’occupante sovietico, Pilecki venne condannato a morte dopo un processo farsa nel 1948. Dopo un lungo oblio in cui il suo nome fu dimenticato dalla storia, soltanto con la caduta del muro di Berlino la sua figura è stata riscoperta: nel 1990 venne scagionato da tutte le accuse e nel 2006 ottenne (postumo) il conferimento dell’Ordine dell’aquila bianca, la massima onorificenza polacca.

Una vicenda umana ricca di avventura, coraggio e ingratitudine, che non ha mancato di sorprendere e impressionare in modo particolare i piccoli alunni della "Kwiaty Polskie". Partendo dalla frase di Primo Levi, "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario", le insegnanti hanno condotto e guidato i ragazzi in questo viaggio nella storia attraverso la lettura del libro per ragazzi intitolato Rotmistrz Witold Pilecki della serie “Supereroi polacchi”, che racconta tra le altre anche la vita del capitano Pilecki. Partendo dalla definizione di eroe e di eroismo, si è parlato anche di scoutismo (Pilecki in gioventù fu uno scout) ed è stata letta una breve biografia di questo grande e (purtroppo) dimenticato eroe polacco. Alla fine, per concludere in bellezza la lezione con un poco di leggerezza, tutti hanno partecipato ad un quiz online, una sorte di missione, come quella di Pilecki, dove bisognava risolvere alcuni esercizi per poter andare avanti e arrivare alla soluzione. In questa occasione alunni e insegnanti hanno avuto anche l’opportunità di conoscere un altro eccezionale personaggio, INKA Danuta Helena Siedzikówna (1928–28 1946), un'infermiera polacca anch’essa condannata a morte nel 1946, a soli 17 anni, per essersi opposta all’occupante sovietico.

Oggi in Polonia Witold Pilecki è un celebrato eroe nazionale, a cui si intitolano strade e scuole. Ma Witold non è stato soltanto un eroe polacco. Rimarrà per tutti l'unico uomo entrato volontariamente ad Auschwitz, per portare un seme di speranza e perché nulla di quello che accadeva al suo interno potesse mai essere dimenticato. Le insegnanti desiderano rivolgere un caloroso ringraziamento alla signora Teresa Musiał Casali per aver messo a diposizione la sua collezione di divise di boy scout che hanno permesso a bambini e ragazzi di catapultarsi nell’adolescenza dell’eroe del quale hanno imparato a conoscere la figura e le gesta.

Luca T.

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