Lunedì 25 aprile, la commemorazione del 77° anniversario della Liberazione

Lunedì 25 aprile, la commemorazione del 77° anniversario della Liberazione

Nella mattinata di oggi, lunedì 25 aprile, una splendida giornata baciata da un caldo sole primaverile, hanno avuto luogo le tradizionali celebrazioni per il 77° anniversario della Liberazione. Dopo due anni di forzata interruzione a causa della pandemia, la grande e sentita festa che vuol ricordare la liberazione del nostro Paese dal nazifascismo è tornata finalmente a svolgersi secondo il programma consueto. Aperto dai musici della Banda "Del Val - Pegorini", che hanno eseguito marce e inni patriottici, un lungo corteo di autorità e comuni cittadini si è diretto lungo la via Emilia alla volta della chiesa, dove è stato accolto dal nostro parroco don Mauro Tramelli che ha celebrato la santa messa.

Nel corso della celebrazione don Mauro ha invitato i fedeli a pregare per la Patria e per le autorità civili, «perché con la saggezza dei governanti e l'onestà dei cittadini si consolidino la concordia e la giustizia, e si affermi, nella pace, una prosperità duratura». Alla santa messa, resa ancora più solenne dai canti del Coro "La Torre", hanno partecipato le autorità civili e militari del nostro Comune, il vicesindaco Angela Fagnoni, il luogotenente Luciano Salatino, comandante della stazione dei Carabinieri, oltre a numerosi assessori e consiglieri comunali. Erano ovviamente presenti i rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e d’arma, con le loro bandiere, e i volontari del Gruppo della Protezione Civile del nostro paese.

Non è poi mancata, al termine della funzione religiosa, la deposizione di una corona d’alloro presso il monumento ai Caduti in piazza Amato Re e il solenne rituale dell'alzabandiera, accompagnato dalle vibranti note del silenzio, che ha visto innalzare sul pennone, insieme al Tricolore e alla bandiera stellata dell'Europa, anche il vessillo biancorosso della Polonia, un modo semplice ma efficace per ricordare il contributo offerto alla Guerra di Liberazione dai soldati polacchi del generale Anders, che col sacrificio delle loro giovani vite hanno reso possibile anche la liberazione di Bologna (21 aprile 1945).

È quindi seguito un breve discorso del vicesindaco Fagnoni, che ha voluto ricordare l'alto significato ideale della festa odierna: «la libertà, la democrazia e la pace, beni di cui abbiamo goduto nel corso della nostra vita, sono beni preziosi ma fragili, beni non conquistati per sempre, beni la cui difesa ci deve vedere uniti. Uniti nella difesa della libertà, uniti nella difesa della democrazia», esprimendo infine l'augurio da tutti condiviso che presto «un nuovo 25 aprile possa arrivare anche per l'Ucraina e per tutti i popoli che vivono lo scandalo della guerra». Un accorato appello in favore della pace, che si deve sempre fondare sulla giustizia, della fratellanza tra gli uomini e della concordia tra i popoli è stato espresso, con grande impatto visivo, anche da una grande bandiera con i colori della pace sorretta dagli aderenti dell'Associazione "Il Sogno".

Alcuni alunni della Scuola media "F. Petrarca" di Pontenure, accompagnati dalle loro insegnanti, professoresse Valenti e Cella, hanno quindi esposto i loro pensieri riguardo il dovere di ricordare gli avvenimenti di quegli anni lontani, la difesa dei principi sanciti nella Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza e dai suoi valori civili, e l'importanza che questa giornata deve rivestire ancora oggi per le generazioni più giovani, che non hanno conosciuto la dittatura, la guerra e i loro tanti orrori. Subito dopo, le autorità civili e militari e molti cittadini si sono recate presso il cimitero comunale, dove altre due corone d’alloro sono state collocate presso il Luogo della memoria e davanti alle tombe dei partigiani pontenuresi, i cui sepolcri, come ogni anno, erano stati omaggiati da mani premurose con un mazzo di garofani rossi, per ricordare ai posteri il valore del loro sacrificio compiuto in nome dei più alti ideali che muovono l'uomo.

Luca T.

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