Tra la fine del vecchio e il principio del nuovo anno, sempre sotto la materna protezione di Maria Santissima

Tra la fine del vecchio e il principio del nuovo anno, sempre sotto la materna protezione di Maria Santissima

Esattamente otto giorni dopo il Santo Natale, nel primo giorno dell’anno civile, la Chiesa, ancora pervasa dalla gioia per l’incarnazione del Redentore, celebra la solennità di Maria Santissima Madre di Dio, ponendo noi tutti sotto la protezione materna della Beata Vergine. Questo antichissimo dogma (verità di fede) fu proclamato solennemente molti secoli or sono, nel Concilio di Efeso dell’anno 431, dove venne affermata la natura umana e divina dell’unica persona del Verbo in Gesù Cristo e quindi anche la maternità divina di Maria. Il titolo di Madre di Dio è il fondamento di tutti gli altri titoli con cui la Madonna è stata venerata e continua ad essere invocata di generazione in generazione, tanto in Oriente e quanto in Occidente.

Gesù, Figlio di Dio, è nato da Maria. È da questa eccelsa ed esclusiva prerogativa che derivano alla Vergine tutti i titoli di onore che le attribuiamo, anche se possiamo fare tra la santità personale di Maria e la sua maternità divina una distinzione suggerita da Cristo stesso: «Una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: "Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!". Ma egli disse: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!"» (Luca 11,27s). In realtà, «Maria, figlia di Adamo, acconsentendo alla parola divina, diventò madre di Gesù e, abbracciando con tutto l'animo e senza peso alcuno di peccato la volontà salvifica di Dio, consacrò totalmente se stessa quale Ancella del Signore alla persona e all'opera del Figlio suo, servendo al mistero della redenzione sotto di Lui e con Lui, con la grazia di Dio onnipotente» (Lumen Gentium, 56).

Così, domenica 1° gennaio, anche la nostra comunità ha celebrato, invocando la benedizione divina, con rinnovata fede questa importante solennità, affidando il nuovo anno appena iniziato alla protezione della Vergine Santissima ed implorando, per intercessione di Maria, Madre di Dio, il grande dono della pace nel giorno in cui la Chiesa, per decisione del papa San Paolo VI, ci induce più che mai a soffermarci su questo che dovrebbe essere il fiore della risurrezione, la grazia più grande del Vangelo. Pace per le nostre famiglie, pace per la nostra comunità parrocchiale, pace per la Chiesa, pace per il mondo intero, specialmente per tutti i popoli e le nazioni che sono divorati dal fuoco distruttore della guerra e della violenza.

Durante la santa messa delle ore 10.30, celebrata dal nostro parroco don Mauro Tramelli, non è poi mancata poi l’invocazione allo Spirito Santo, attraverso la lettura della sequenza Veni Sancte Spiritus, affinché il Consolatore possa dirigere i pensieri e le azioni di noi singoli fedeli e della nostra comunità durante il corso dell’anno che è abbiamo inaugurato proprio ieri sotto la suprema signoria di Cristo, Signore del Tempo e della Storia.

Come prevede un’antica tradizione, nella giornata di sabato 31 dicembre, durante la santa messa prefestiva delle ore 17.00, è stato invece innalzato il solenne canto del Te Deum, un modo per rendere grazie al Signore per l’anno appena trascorso e per mettere davanti alla sua maestà le tante grazie, le gioie e i dolori che abbiamo vissuto. A eseguire questo poetico inno di lode e di supplica, i bravi quanto appassionati cantori del Coro “La Torre”, diretti per l’occasione dalla maestra Paola Valla, la quale li ha accompagnati con le sublimi note dell’organo, da lei suonato con la consueta maestria, che hanno dato pienezza e vigore al canto.

Durante entrambe le celebrazioni non è poi mancato da parte del celebrante don Mauro un sentito ricordo per il sommo pontefice emerito Benedetto XVI, che proprio sabato 31 dicembre ha concluso il suo pellegrinaggio terreno per tornare alla Casa del Padre, a coronamento di una vita intessuta di Fede e donata alla Chiesa e all’umanità tutta. Anche per lui abbiamo ringraziato il Signore nel santo sacrificio della messa, per la ricchezza della sua vita e del suo magistero che ci ha trasmesso e insegnato la sublime bellezza della Verità eterna.

Luca T.

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