Pentecoste: la discesa dello Spirito, la nascita della Chiesa, la gioia dell’annuncio

Pentecoste: la discesa dello Spirito, la nascita della Chiesa, la gioia dell'annuncio

Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui. (Atti 1,13-14)

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. (Atti 2,1-4)

Leggendo questi due passi tratti dagli Atti degli Apostoli la nostra immaginazione corre alla visione di questi dodici seguaci di Gesù che, assieme a Maria e ad altre persone in loro compagnia, sono rinchiusi in una stanza, il Cenacolo, che era stato luogo poco tempo prima dell'Ultima cena con il loro Maestro, impauriti e desiderosi di evitare il contatto con la folla che li avrebbe accusati di essere seguaci dell'uomo condannato alla crocifissione.

Sono immersi in costanti e ininterrotte preghiere, nelle quali c'è il desiderio di Dio in richieste d'aiuto. Non hanno la concezione  del Regno, annunciato da Gesù: «Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e i sarete testimoni» (At 1, 6-8) e attendono increduli, fermi in  Gerusalemme perché si adempia la promessa che Gesù aveva fatto a loro: «Battezzati in Spirito Santo» (At 1, 4-5).

Gli Apostoli continuano con fervore e concordi a pregare, e quando il fuoco invisibile dello Spirito Santo irrompe nella stanza, ed entra così prepotentemente nei loro cuori, i loro occhi si illuminano di una nuova luce, le loro labbra si dischiudono ed emettono nuovi linguaggi sconosciuti, aprendo loro nuovi orizzonti, le loro membra si muovono con forza, spingendoli in un desiderio irrefrenabile di uscire da quell'ambiente in cui si erano nascosti e urlare alla folla assemblata nella piazza e ai quattro venti, tutto ciò che Gesù aveva loro insegnato e predicato durante i 3 anni di vita pubblica.

Tutti loro sono stati investiti dall'alto e annunciano le opere  grandiose  di Dio, e parlano in diverse lingue per la comprensione di tutti diffondono il messaggio che solo con il battesimo avrebbero avuto consolazione per le loro fragilità, sarebbero stati forti come il ferro nel superare ogni difficoltà, gioiosi come fanciulli vincendo ogni tristezza, liberi come delle farfalle volteggianti nel cielo, e mai più soli perché fratelli tra loro nel nome dell'unico Dio.

Con la Pentecoste nasce la Chiesa apostolica, perché gli apostoli seguono ciò che Cristo ha iniziato. La correlazione tra la preghiera e lo Spirito Santo è impressionante, se lo si invoca con il cuore e non solo con la bocca, lo Spirito arriverà, entrerà nell'anima, forgerà la vita, renderà liberi da ogni legame che ostacoli la salvezza. Le preghiere devono ricalcare quelle invocate da Maria e dagli Apostoli: concordi e perseveranti, che li hanno trasformati in un cuore solo e una anima sola. Quando si prega per gli altri, infatti, si prega anche per se stessi. Lo Spirito Santo ci unisce nel mistero Trinitario: Padre, Figlio e Spirito Santo ed è segno di unità, di comunione con i fratelli.

Con la Pentecoste non sarà più la Legge a guidare gli uomini ma lo Spirito Santo, l'amore di Dio. Nasce la Chiesa, l'opera dello Spirito Santo sulla Chiesa, e questa ne prende forza.

Perché la figura di Maria nel Cenacolo? Maria che dal momento della morte del suo amato Figlio,  con la sua presenza, sicuramente, è stata determinante per tenere uniti gli apostoli, e nel Cenacolo da donna orante con le preghiere in fiduciosa e paziente attesa per ciò che doveva avvenire. È stata "strumento di Dio" presso gli Apostoli e lo è oggi per tutti noi. Con il suo Sì di abbandono totale alla volontà di Dio sia nel donare la sua giovane vita per l'Incarnazione del vero Dio e vero Uomo, sia nel profondo dolore nel suo cuore trafitto di Madre sotto la croce, sia nel Cenacolo da madre di Gesù a sua testimone e apostola della nascita della Chiesa, sorgente di acqua viva nella Chiesa moderna.

Desidero fare una riflessione sugli Apostoli, prima che fossero investiti dallo Spirito Santo per associarli alla nostra umanità odierna.

Gli Apostoli, dodici uomini semplici scelti e chiamati da Gesù alla sua sequela, hanno vissuto una grande esperienza, la più importante della loro vita, ma il tutto ha avuto per loro un inizio e una fine: sono stati vicini a Gesù, lo hanno ascoltato mentre parlava alla gente, hanno assistito ai miracoli nel sanare gli ammalati, dare da mangiare a migliaia di persone moltiplicando pochi pani e pochi pesci, hanno ascoltato diverbi con degli scribi e dei farisei per dare la giusta interpretazione della legge di Mosè, pur rispettando quest'ultima hanno mangiato e bevuto con Gesù nell'Ultima cena, ricevendo la prima Eucaristia, alcuni di loro sono stati testimoni al suo arresto e sotto la croce, è possibile che il tutto fosse finito lì?

Nuovo inizio, dopo la sua morte e risurrezione lo rivedono risorto nel Cenacolo per ben due volte, e Gesù quando gli si presenta non appare come risorto, ma come Crocifisso Risorto, gli parlano, lo toccano ed è una esperienza emozionante l'incontro con Cristo vivo e invece subito dopo quando lui va via, loro vogliono tornare vacillanti alla loro vita precedente di semplici pescatori, il loro senso umano ricco di incertezze chiede il certo, ciò che sanno fare, non è possibile questo! È una seconda fine.

Nel progetto di Dio per la costruzione del Regno sulla terra, la scelta è su questi uomini, dal cuore semplice ma pronto se invaso dalla forza divina a ricredersi sulle proprie possibilità. Oggi la nostra umanità è fragile e bisognosa di passare da un nuovo Cenacolo, per una vita rinnovata. Facciamo una considerazione: siamo esperti nel celebrare la Quaresima fatta di astinenza e preghiera, quaranta giorni dopo la Pasqua: passione, morte e risurrezione e pensiamo che tutto sia finito lì. No! È il tempo di Pasqua 50 giorni per creare una relazione che servirà per liberarci da ogni catena di  servitori e ci farà sentire Figli di Dio e Fratelli di Cristo attraverso lo Spirito Santo.

È lo scopo del tempo Pasquale: la Pentecoste! Noi viviamo l'emotività del momento, che arriva la provi e passa, tutto esterno. Succede di vivere una vita intensa di volontariato, di partecipazione a riti e ritiri e pellegrinaggi, ma resta esterno come appagamento di una fede aleatoria e servizio alla comunità.

Facciamo entrare lo Spirito in noi per sentirci figli, in ricordo del battesimo, e ciò ci porterà a riflettere con profonda chiarezza: come ascoltare lo Spirito Santo, se realmente lo conosciamo e come opera nella nostra vita, se desideriamo essere accompagnati e guidati nel nostro cammino dallo Spirito.

Piccolo impegno per noi tutti sarà la Preghiera allo Spirito di Dio, che non ha bisogno di grosse parole, ma di perseveranza e costante fiducia nella sua opera. Dio ascolta sempre le nostre preghiere e non dimentica di esaudirle, ha come prerogativa la pazienza di un Padre: il tempo giusto e opportuno per realizzare il nostro bene.

Annarita

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