4 Settembre: papa Luciani finalmente beato, ritratto di un pastore umile e semplice

4 Settembre: papa Luciani finalmente beato, ritratto di un pastore umile e semplice

I suoi tratti distintivi naturali di papa Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, erano la timidezza e la semplicità, la mitezza propria dei puri di cuore, che lo rendevano capace di dialogare e farsi prossimo a tutti, compresi i bambini, che nelle udienze invitava spesso al suo fianco, per dire la loro. Non pensava certo di diventare papa in quell'estate del 1978,  anzi, era talmente certo di tornarsene a casa che, il giorno stesso dell'entrata in conclave, andò a sollecitare il meccanico perché aggiustasse in fretta la sua vecchia auto, che si era rotta  proprio alle porte di Roma: “Mi raccomando, fate il più presto possibile. Dovrò ritornare a Venezia tra pochi giorni e non saprei come fare a recuperare la vettura se dovessi lasciarla qui…”.

Non aveva mai dimenticato le sue origini di figlio di montanari e sapeva bene cosa fossero la povertà e la fame. Una delle raccomandazioni che il padre gli fece quando venne ordinato sacerdote fu: "Non dimenticarti mai dei poveri". Albino mantenne fede a questo invito e lo fece suo per tutta la vita: da semplice prete prima, poi da vescovo di Vittorio Veneto, quindi da patriarca di Venezia e infine da pontefice della Chiesa universale: "A tutti siano assicurati libertà, rispetto e una vita dignitosa".

In una delle sue poche apparizioni in piazza San Pietro ricordava e raccomandava, tra le altre cose, come ciascuno di noi e la stessa comunità debba mettere sempre al centro della propria vita il Signore, Colui che più di tutti ha cura di noi, con amore di Padre e tenerezza di Madre. «Noi siamo oggetto, da parte di Dio, di un amore intramontabile: (Dio) è papà, più ancora è madre», affermò suscitando forse sconcerto nei dotti ma toccando il cuore dei semplici, richiamandosi peraltro un passo dell’Antico Testamento.

"Se non è Dio a reggere la baracca, tutto si sfascia!", ricordava già allora con coraggio e sapienza a un mondo e una società ormai sordi alla voce del Signore e alla testimonianza del Vangelo. Un convincimento rafforzato dall’incontro che ebbe un anno prima di diventare papa con suor Lúcia dos Santos, l’ultima dei tre pastorelli di Fatima. Così egli descrisse, una volta rientrato in Italia questo incontro, che molto lo aveva turbato, ma gli permise di soffermarsi sui problemi della Chiesa e sulla necessità "di avere oggi cristiani decisi sul serio ad essere di Dio, senza riserve".

Alle innate doti umane aveva affiancato una cultura vastissima, religiosa ma anche profana, e ne diede dimostrazione parlando ai fedeli con le catechesi, che volle dedicare alle Virtù. "Il nuovo Papa è un uomo colto assai più di quanto lascia scorgere. Il suo magazzino è incomparabilmente più fornito della sua vetrina", disse di lui l’arcivescovo di Milano. Era convinto che i nuovi "pulpiti" da cui annunciare il Vangelo a tutte le creature dovevano essere i moderni mezzi di informazione, capaci di raggiungere più facilmente più persone in più ambiti. A suo tempo, infatti, era stato anche collaboratore della rivista “Il Messaggero di Sant’Antonio” di Padova. Ebbe a dire in seguito a questo riguardo: "Se non avessi fatto il prete, avrei fatto il giornalista".

Il suo pontificato durò solo 33 giorni, la sua morte improvvisa suscitò incredulità e sgomento, rimpianto sincero, privando forse anzitempo il mondo di un autentico testimone del Vangelo, capace di suscitare nella Chiesa la gioia dei primordi e di ispirare nei cuori degli uomini tanta speranza. Ad altre mani lo Spirito aveva deciso di affidare il timone della barca di Pietro, per traghettare la Chiesa fino nel terzo millennio.

Dirà di lui il suo successore, che volle onorarne il ricordo scegliendo di portare il suo medesimo nome, che racchiude poi i nomi dei due grandi papi del Concilio, nella sua prima udienza generale: «Nella sua morte si è verificata la parola tanto ripetuta del Vangelo: "...state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà" (Mt 24,44). Giovanni Paolo I vegliava sempre. La chiamata del Signore non l'ha sorpreso. Egli l'ha seguita con la stessa trepida gioia, con la quale il 26 agosto aveva accettato l'elezione al soglio di San Pietro».

In seguito alla guarigione misteriosa, riconosciuta come un miracolo grazie alla sua intercessione, di una giovane credente originaria dell’Argentina, papa Francesco ha preceduto a proclamarlo Beato in una solenne cerimonia svoltasi il 4 settembre di quest’anno in piazza San Pietro. I resti mortali di papa Giovanni Paolo I riposano nelle Grotte Vaticane, sotto la Basilica di San Pietro.

Livia

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