Anche il Gruppo Cenacolo “Signore nostra Salvezza” al seminario RnS di formazione estiva

Anche il Gruppo Cenacolo "Signore nostra Salvezza" al seminario RnS di formazione estiva

Nel fine settimana del 27-28 agosto a Celle di Noceto presso la comunità della Fraternità Francescana di Betania si è svolto il seminario del Rinnovamento nello Spirito Santo dell’Emilia-Romagna con tema: "Con l'unzione, mandati dallo Spirito" (Isaia 61, 1ss).

Come tutti gli incontri del Rinnovamento, anche questo seminario, è stato caratterizzato dall'accoglienza con canti e lodi, grazie al ministero del canto e della musica, dalla Preghiera Comunitaria Carismatica e dall'invocazione dello Spirito Santo. Abbiamo avuto la fortuna e la gioia di ascoltare diversi relatori su temi legati alla santità, ai carismi e alla testimonianza e i momenti di condivisione che ne seguivano erano preziosi e coinvolgenti per tutti noi presenti. Al termine di entrambe le giornate è stato possibile partecipare alla Santa Messa, quella di sabato presieduta anche dal vescovo di Parma Monsignor Enrico Solmi. La sera tra le due giornate c'è stato un ulteriore momento di profonda e intensa preghiera di adorazione con il Roveto Ardente, dove era forte l'unione fraterna tra noi, la comunità che ci ospitava e il Signore presente nel Santissimo Sacramento.

La prima catechesi di sabato mattina è stata esposta da Don Fulvio Bresciani sul tema: "Ad immagine del Santo che vi ha chiamati diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta" (1 Pietro 1, 15). Nella sua relazione Don Fulvio ha sottolineato che in ogni nostro comportamento quotidiano può ravvisarsi la santità, che non è una questione di essere supereroi e di fare cose straordinarie. Papa Francesco dice che la santità non è fatta da pochi gesti eroici, ma da tanto amore quotidiano. I genitori che accudiscono con amore i propri figli oppure un lavoratore che svolge i propri compiti con impegno e collaborazione verso i colleghi sono esempi di santità. Anche nella chiamata dei consacrati deve esistere uno spirito di gioia e di apertura verso i fratelli come negli animatori (cioè in tutti noi) del RnS deve esistere una condotta santa nel servizio ai fratelli e alle sorelle.

Dopo una breve pausa e prima del rientro in sala, ci sono stati legati i polsi. Questo gesto ha simboleggiato le nostre difficoltà, ansie e preoccupazioni che ci imprigionano e ci bloccano nella vita. Don Fulvio ci ha esortati a lasciare andare tutti questi nostri pesi, certi che il Signore li avrebbe presi su di sé attraverso lo Spirito Santo. Ognuno di noi, quando si è sentito pronto, si è avvicinato all'altare e anche fisicamente, con il taglio dei lacci, è stato liberato dai pesi che lo condizionavano.

Nel pomeriggio di sabato Laura Palazzo (referente ambito famiglie regionale) ha parlato dei carismi. Il tema era: "Ciascuno viva la grazia ricevuta mettendola a servizio degli altri" (1 Pietro 4, 10). Tutti noi abbiamo ricevuto almeno un carisma, una grazia, del quale spesso non ci rendiamo conto, ma questo perché è la comunità che frequentiamo che lo deve riconoscere ed è la stessa comunità che ci chiede di condividerlo con gli altri per la crescita di tutti.

Laura ha presentato due simboli. Il primo simbolo è stato l'arcobaleno, la rifrazione della luce. I diversi colori dell'arcobaleno simboleggiano i diversi carismi delle persone che mischiati tra loro danno vita ad altri colori/carismi e uniti insieme formano la luce bianca, la Luce dello Spirito Santo. Il secondo simbolo era un grembiule che rappresentava la disponibilità di mettere il proprio carisma a servizio degli altri. Luce che è stata richiamata anche nella serata durante il Roveto Ardente da una sorella: le mie ferite diventano feritoie per lasciare entrare in me la Tua luce, Signore!

Nella mattinata di domenica la catechesi è stata tenuta da Mario Landi (coordinatore nazionale) con tema: "Esorto gli anziani che sono tra voi…pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio" (1 Pietro 5, 1-2). Mario ha messo l'accento su quello che dovrebbe essere il comportamento di chi segue la Parola del Signore. La partecipazione alla S. Messa e la recita delle preghiere sono importanti, ma non conclusive perché devono essere accompagnate dal servizio e dalla condivisione con le persone che ci sono vicine. I giovani devono essere coinvolti e vanno impegnati in base alle necessità della comunità ed è stato citato il passo del profeta Daniele 3, 46-50, in cui tre giovani vengono condannati a bruciare nella fornace ardente. Nonostante questo, i giovani non cantano un canto di richiesta, ma di lode al Signore! Il Signore non ci toglie dal fuoco, dalle difficoltà, ma ci dà la capacità di stare nel problema con la Fede senza che quel problema incida sulla nostra vita. Testimoniando la nostra Fede nelle difficoltà di ogni giorno, mostriamo l'angelo che è in noi al mondo.

Nel pomeriggio di domenica si è svolta l'ultima catechesi con Don Fabrizio Peli (assistente spirituale regionale) con tema: "Popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui" (1 Pietro 2, 9). Don Fabrizio ha ricordato che nessuno è stato chiamato alla passività. Dobbiamo comportarci come discepoli missionari. Noi non annunciamo la Parola di Dio perché l'abbiamo teorizzata, ma perché l'abbiamo sperimentata.

Il seminario si è concluso con la Santa Messa e ognuno è tornato a casa con una grande carica che permette di affrontare la vita nel quotidiano e che riportiamo nei gruppi, ai fratelli e sorelle che non hanno potuto partecipare fisicamente, ma che erano vicini con la preghiera.

Un grazie speciale alla comunità che ci ha accolto, preparato e condiviso con noi gli abbondanti pasti, ma soprattutto la preghiera vicendevole con cui abbiamo vissuto questi due giorni.

Non possiamo dimenticare lo Spirito Santo che sempre ci mostra la via da seguire che è Gesù, e ci invita a mostrare la nostra Fede nel mondo, anche solo con il nostro esserci. Lo Spirito Santo ci manda nel mondo ad annunciare l'infinito Amore di Dio verso tutti!

Rita ed Elisabetta

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