Avvento 2022 – In sogno un angelo

Avvento 2022 - In sogno un angelo

Dal Vangelo secondo Matteo

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa "Dio con noi".
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

La vita di Giuseppe è interpellata dalla situazione di Maria come sua promessa sposa, dalla parola dell'angelo che mette in gioco lo Spirito e la Scrittura: inviti da decifrare e portare dentro di sé.

"Se non puoi la vita che desideri": così scriveva il poeta Kavafis. L’uomo non riesce a realizzare la vita che desidera, anche quando raggiunge gli obiettivi che si era prefissato manca sempre qualcosa. Se poi alza lo sguardo e si guarda attorno deve constatare che il mondo non è mai come dovrebbe essere: guerre, violenze, ingiustizie non mancano mai, non finiscono mai. Eppure, nonostante le evidenze, non smettiamo mai di sognare, di sperare che il nostro desiderio più profondo alla fine si realizzerà! È un desiderio così grande, così infinito, che non si riesce a dargli un nome: desiderio di vita, di pace, di comunione, di gioia pura. I profeti non hanno mai smesso di sperare e di annunciare un futuro in cui questo desiderio si sarebbe avverato: un mondo senza guerra, un mondo senza violenze, un mondo in cui tutti i popoli vivano in comunione, raccolti dal Signore in un unico banchetto. È un sogno che si fonda sulla promessa del Dio di Israele, è una speranza che mette in movimento le migliori energie.

Anche Giuseppe, promesso sposo di Maria, riceve una visita in sogno proprio quando tutte le sue speranze sono andate deluse. Egli è immerso nella vita quotidiana, nelle sue scelte: è li che cerca di interpretare e dare forma a ciò che succede.

Come Israele nel deserto, è «messo alla prova per vedere che cosa aveva nel cuore». Mentre sta pensando, e non ha ancora preso una sua decisione, ecco che gli si affaccia, nella modalità del sogno, una Parola che interpella la sua coscienza e che ha bisogno della sua creativa partecipazione per trovare una strada concreta. Il Vangelo ci narra che mentre stava considerando queste cose, ecco che in sogno un angelo... Giuseppe non parla ma sa ascoltare i sogni che lo abitano: l'uomo giusto ha gli stessi sogni di Dio. Giuseppe sa ascoltare la Parola di Dio che raggiunge il suo profondo… in quello che possiamo definire “il mondo dei sogni”, dei desideri.

L’angelo che gli appare riaccende il suo desiderio di vita, gli promette un destino grande dentro un disegno divino che supera ogni sua aspettativa. E Giuseppe obbedisce al sogno, si fida del sogno di Dio, e quel sogno si può realizzare solo perché Giuseppe ha detto il suo "sì", un sì che impegna tutta la sua vita. Nel suo cuore scopre di avere Maria. E nel suo profondo deve varcare la soglia dal possedere al proteggere.

Giuseppe non ha sogni di immagini, ma sogni di parole. Un sogno di parole è offerto anche a tutti noi: è il Vangelo. E sono offerti angeli: in ognuna delle nostre vite Dio manda i suoi messaggeri, come in quella di Maria; invia sogni e progetti, come in quella di Giuseppe. I nostri angeli non hanno ali, sono le persone che condividono con noi pane e amore; vivono nella nostra casa, condividono con noi il cammino di fede nelle nostre comunità, ma sono messaggeri dell'invisibile e annunciatori dell'infinito: angeli che nella loro voce portano il seme della Parola di Dio.

Dio è all'opera nelle nostre relazioni, parla dentro le famiglie, dentro le nostre case, nelle nostre comunità, nella nostra Chiesa nel dialogo, nell’ascolto, nel dramma, nella crisi, nei dubbi, negli slanci, nelle oasi di verità e di amore che sottraggono il cuore al deserto.

In questo cammino d’avvento siamo chiamati a lasciarci accompagnare da Giuseppe, l'uomo di fede che, tentato di sottrarsi al mistero, poi ascolta, fa sua la prima parola che Dio da sempre rivolge all'uomo: non temere; comincia ad agire spinto non più dalle sue paure, ma dal suo desiderio. La paura è il contrario della fede, della paternità, del futuro, della libertà. Perché Dio non fa paura; se hai paura, non è da Dio. Questo "sì" di Giuseppe, oggi, ci invita a dire il nostro "sì" a questa nostra vita, a questa nostra storia.

Un "sì" che metta fine all’andamento stanco delle nostre giornate, che riaccenda amore e speranza, che ci faccia sentire accompagnati e sostenuti dal Signore che viene. Gesù viene a riaccendere la vita, a portare pace, a incoraggiare il popolo che cammina nelle tenebre e che attende la sua luce per risvegliarsi!!!

*Testo tratto dal Fascicolo Animatori rilasciato dalla Diocesi

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