Dal Nure al Campo della Stella, il cammino dei giovani pontenuresi sulle orme di San Giacomo

Dal Nure al Campo della Stella, il cammino dei giovani pontenuresi sulle orme di San Giacomo

I giovani pellegrini pontenuresi che hanno partecipato al pellegrinaggio in posa davanti alla basilica dedicata a San Giacomo insieme al nostro Vescovo Adriano Cevolotto.

A febbraio la Pastorale giovanile della nostra Diocesi ha proposto ai propri giovani di intraprendere il cammino di Santiago, partendo da Sarria e camminando per circa 115 chilometri sino ad arrivare alla tomba dell’apostolo Giacomo. Entusiasti della proposta cinque giovani della nostra parrocchia: Beatrice Boeri, Giulia Frigerio, Luca Frigerio, Chiara Metti e Rita Tisci il 5 agosto scorso hanno caricato lo zaino in spalla e sono partiti insieme ai numerosi futuri compagni di viaggio di questa grande esperienza.

Durante le diverse ore di camminata molteplici sono state le emozioni provate dai ragazzi; la mattina presto si partiva alla volta della tappa delle lodi, avvolti nel silenzio che permetteva ad ognuno di riflettere sulle reali ragioni che lo portavano ad intraprendere questa sfida. Ben presto i giovani pellegrini hanno imparato che la strada non è solo una prova, ma anche l’opportunità di conoscersi, ritrovare parti di se stessi nei propri coetanei e condividere grandi emozioni.

Certo, non è stata una "passeggiata"! Diversi sono stati i momenti di sconforto dovuti alla stanchezza e alla difficoltà della camminata ma, affidandosi agli insegnamenti dati dalla storia di Giuseppe figlio di Giacobbe, il tema principale dei momenti di riflessione del gruppo, nessuno si è lasciato sopraffare dalle emozioni negative, ha stretto i denti e confidato che, alla fine di quella lunga avventura, avrebbe raggiunto la meta: Santiago di Compostela.

La vera importanza di questo viaggio si capisce però solo quando si raggiunge il monte di Gozo, tappa fondamentale per i pellegrini di tutte le epoche, dal quale si può scorgere per la prima volta la cattedrale della città; proprio su questa altura i nostri viaggiatori hanno riletto il proprio "testamento": una serie di domande rivolte a loro stessi, alle quali hanno dovuto rispondere prima di partire. In quel l’esatto momento ognuno ha potuto rivalutare le proprie priorità e i propri pensieri entrando a Santiago con delle nuove consapevolezze. Arrivati al capolinea di questa avventura si poteva vedere con gioia che quell’ottantina di sconosciuti partiti all’inizio non esisteva più, ma ora erano una cosa sola: una grande famiglia!

Chiara Metti

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