Una Pontenurese alla guida delle vedove consacrate piacentine, conosciamo meglio l’Ordo Viduarum e i suoi carismi

Una Pontenurese alla guida delle vedove consacrate piacentine, conosciamo meglio l'Ordo Viduarum e i suoi carismi

Alla fine dello scorso mese di giugno, una nostra parrocchiana, la signora Paola Maestri, è stata chiamata a ricoprire per i prossimi cinque anni un incarico assai prestigioso, quello di coordinatrice responsabile dell'Ordo Viduarum. L'Ordine, presente nella nostra Diocesi fin dal lontano 2002, al tempo dell'episcopato di monsignor Luciano Monari, attualmente riunisce una decina di vedove che hanno ricevuto la benedizione del Vescovo ed emesso il voto di castità perpetua.
 
Un istituto dalle origini antiche quello dell'Ordo Viduarum, del quale fa parte tra l'altro anche un'altra fedele della nostra Parrocchia, nato espressamente nel secondo dopoguerra per consentire alle donne rimaste vedove, ma sono ben accetti anche i maschi, di vivere la condizione della vedovanza sempre ben radicata nell'amore in Cristo, al servizio della Chiesa e del prossimo. Pubblichiamo di seguito una breve presentazione, che ci è stata cortesemente inviata dalla signora Maestri, allo scopo di conoscere meglio i carismi e le finalità che si prefigge l'Ordo Viduarum. Per chi fosse interessato a saperne qualcosa di più, qui il sito ufficiale dell'Ordine.
 

Quando si parla di Ordo Viduarum... È tornata ad essere praticata la consacrazione delle vedove, nota fin dai tempi apostolici [Tim. 5,5.9-10, 1Cor.7,8]. Queste persone, mediante il voto di castità perpetua, quale segno del Regno di Dio, consacrano la loro condizione per dedicarsi alla preghiera e al servizio della Chiesa nell’Ordo Viduarum.

Trattasi di un Ordo nel significato di "insieme ordinato di persone" che hanno in comune uno o più beni ecclesiali e che costituiscono un ordine all’interno del popolo di Dio superando ogni forma di individualismo. Capaci di tradurre nella realtà vedovile la gioia e la fatica del camminare insieme nella formazione, nell’osservanza del santo proposito di seguire Cristo, nel servizio ecclesiale.

Afferma il Concilio Vaticano II: “La vedovanza, accettata con animo forte come continuazione della vocazione coniugale, sarà onorata da tutti”. L’appartenenza all’Ordo implica un forte vincolo di comunione tra tutte le vedove consacrate presenti in Diocesi.

Esse si riconoscono reciprocamente come le sorelle più prossime, con cui condividono un medesimo carisma accolto e approvato dalla Chiesa [la vedovanza]. Accolgono come un dono lo Spirito di comunione e si impegnano a farlo crescere coltivando la stima vicendevole, valorizzando di doni di ciascuna, promuovendo l’amicizia e rendendosi attente alle situazioni di bisogno. Vivono la loro condizione vedovile non nel rimpianto del passato, ma sentono e dicono che l’amore umano è possibile e più forte della morte e la loro comunione nel Signore con lo sposo defunto è attesa gioiosa.

La fedeltà alla vocazione coniugale e la testimonianza di comunione nella fede con i loro mariti defunti è per loro anche atto d’amore verso i loro figli, nipoti, che continuano a sentire come dono grande e prezioso, segno della fiducia, della benevolenza di Dio e della fecondità del loro amore.

a cura di Luca T.

Nella foto la signora Paola Maestri con alcune delle vedove dell'Ord0o Viduarum presso la cappella del Palazzo vescovile al termine della santa messa celebrata il 29 giugno scorso, festa dei Santi Pietro e Paolo, dal nostro Vescovo mons. Adriano Cevolotto insieme a don Gigi Bavagnoli.

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